Gli Scontri di Piazza Navona orchestrati dal Governo. Tutti i filmati mostrano la verita’.

Ottobre 31, 2008

quindi e’ andata cosi’. analiziamolo con TUTTI i filmati.
Il Blocco Studentesco picchia un ragazzino, sembra si chiami Alessandro del Virgilio, secondo testimonianza dei giornalisti di Repubblica, tipo Curzio Maltese.

Percio’ l’ambulanza li fa spostare dentro, con tutte le loro belle mazze nel camioncino. A CHE SERVONO?
Al momento in cui l’ambulanza arriva, davanti a sant’andrea della valle passano un bel gruppone di ragazzi coi caschi (vedi filmato) che non vengono fatti entrare direttamente ma passano da piazza di san pantaleo. La polizia li fa entrare con i loro bravi caschi.
Nel frattempo l’ambulanza, dicevamo, “sospinge” il camioncino pieno di mazze del blocco studentesco (E POI CI DICONO CHE E’ PROCEDURA NORMALE). Una volta occupata militarmente l’entrata della piazza, inizia il battibecco a suon di cori col vecchiaccio che si dice sia dei centri sociali. Potrebbe anche essere un professore, no?!!?!? nessuno ci pensa. (immagini filmato blocco studentesco). Le immagini sono tagliate. potrebbero essere anche rimontate in un modo diverso. Infatti nel frattempo un manipolo di ragazzi (studenti?) del blocco sociale si fa spazio a cinghiate e calci in piazza navona. La polizia e’ inerte. Ragazzi, genitori, professori, giornalisti protestano (clicca qui per la nuove foto di repubblica). Il Il filmato del Blocco non mostra questo. Le immagini tornano direttamente a quando i facinorosi sono pronti alla carica. QUALCUNO LI HA AVVERTITI (si capisce dai dialoghi “a rega’ chi nun se la sente se ne vada subito…).

Poi che succede? Il sospetto infiltrato, tale Alberto Palladino, mentre i suoi del Blocco Studentesco sono in assetto da battaglia, grida di serrare le fila. Mentre tale Francesco Palocchi parla con i giornalisti gridando “noi non ce ne andremo!”, il tale Alberto Palladino riceve una telefonata, sembra annuire, e IN QUEL MOMENTO parte la carica da parte di questi presunti centri sociali. (immagini di Repubblica TV, secondo 00.34).

Chi chiama la carica? Alcuni a volto coperto. Un ragazzo prova a fermarli, getta la sua sacca per terra. Ma un soggetto incappucciato e con occhiali neri gli sfugge da solo e parte. E’ l’inizio della guerriglia.

Perche’ il Blocco Studentesco ha le mazze? Perche’ qualcuno ha detto di portarle.

I filmati mostrano il presunto infiltrato, in piedi che parla con la polizia, nonostante la ferita che dice di avere al piede e al ginocchio.
Vediamo: Alberto Palladino e’ in piedi, e uno che poi dichiarera’ di avere una contusione al piede e al ginocchio dovrebbe stare a terra. Poco prima, in un filmato dei giornali, tra il minuto 1.39 e il minuto 1.45 lo si vede fermarsi negli scontri, passare dietro alla polizia e indicargli un punto dove colpire (immagini del corriere tra il minuto 1.39 e 1.45).

Inoltre, a fine scontri, mentre parla con il poliziotto in piedi, sembra passargli qualche cosa. Cosa? Il cellulare con il quale ha ricevuto la chiamata che avvertiva la carica. Infiltrato no, ma amico della polizia.
il filmato completo qui.

In ultimo, Francesco Polacchi, mentre tutti sono a terra, viene invitato da un celerino ad andare via (immagini di Anno Zero) al grido di “Levati Francesco, vai via“.

Molti non ricordano che, nella delegazione di studenti ammessa al Senato, c’erano prorpio questo tale Francesco e il ragazzo che nel filmato del Blocco Studentesco parla dal Camion.

Considerazioni finali. Cossiga nell’intervista al Giorno – quotidiano nazionale – ha spiegato come fare. Creare scontri ad arte e poi fare intervenire la polizia. Maroni o chi per lui convince il Blocco Studentesco a manifestare. Poi li chiama al Senato “a negoziare”. Gli spiega come fare. Li convince – e ci vuole poco – a fare il loro sporco lavoro, coperti e salvati dalla polizia. Il Governo reggera’ la versione ufficiale del fatto che Il Blocco Studentesco sia aggredito e non aggressore. Questo da a loro di passare impuniti in qualsiasi azione. E cosi’ la polizia fa spazio al loro bravo camioncino, che si e’ gia’ fatto strada col sangue, e il camioncino-pieno-di-aste-di-legno-perbandiere si fa strada nella folla sospinto da un autoambulanza per andare a soccorrere i feriti che lo stesso Blocco Studentesco ha fatto a suon di cinghiate. Se ascoltate bene il filmato del Blocco Studentesco c’e’ un tono strano quando parlano dell’arrivo dell’ambulanza. Nel frattempo dall’altro lato i veri infiltrati nei centri sociali prendono la testa del corteo. la gente indietreggia.
Qualcuno telefona a Palladino, iniziano gli scontri. ERA TUTTO ORGANIZZATO.

Palladino solidarizza con le forze dell’ordine, e anche tale Francesco, come abbiamo visto nei filmati. In fondo sono amici, no? Il Blocco Studentesco fa il lavoro che voleva fare la Polizia di Maroni/Kossiga.

VERGOGNA VERGOGNA VERGOGNA. Tutto cio’ accadeva solo nella peggior Argentina o Venezuela. Ma stavolta le immagini ci sono.

Il Governo e i fascisti infami rovinano la manifestazione di studenti, insegnanti, famiglie, liberi cittadini.
E chiaramente stamattina la colpa e’ data ai centri sociali. Ma nessuno dei ragazzi dei centri sociali e’ stato identificato. come mai? perche’ sono guardie.

Ma rileggiamo l’intervista di Cossiga dalla pagina della rassegna stampa del governo, ricordandoci che l’ex presidente della Repubblica e’ uscito dal Senato mezz’ora prima degli scontri:
Da “GIORNO/RESTO/NAZIONE” di giovedì 23 ottobre 2008

INTERVISTA A COSSIGA «Bisogna fermarli, anche il terrorismo partì dagli atenei» di ANDREA CANGINI – ROMA PRESIDENTE Cossiga, pensa che minacciando l`uso della forza pubblica contro gli studenti Berlusconi abbia esagerato? «Dipende, se ritiene d`essere il presidente del Consiglio di uno Stato forte, no, ha fatto benissimo.

Ma poiché l`Italia è uno Stato debole, e all`opposizione non c`è il granitico Pci ma l`evanescente Pd, temo che alle parole non seguiranno i fatti e che quindi Berlusconi farà una figurac- cia».

Quali fatti dovrebbero seguire? «Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand`ero ministro dell`Interno».

Ossia? «In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perché pensi a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito...».

Gli universitari, invece? «Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città».

Dopo di che? «Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri».

Nel senso che…

«Nel senso che le forze dell`ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano».

Anche i docenti? «Soprattutto i docenti».

Presidente, il suo è un paradosso, no? «Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì. Si rende conto della gravità di quello che sta succedendo? Ci sono insegnanti che in- dottrinano i bambini e li portano in piazza: un atteggiamento criminale!».

E lei si rende conto di quel che direbbero in Europa dopo una cura del genere? «In Italia torna il fascismo», direbbero.

«Balle, questa è la ricetta democratica:

spegnere la fiamma prima che divampi l`incendio».

Quale incendio? «Non esagero, credo davvero che il terrorismo tornerà a insanguinare le strade di questo Paese. E non vorrei che ci si dimenticasse che le Brigate rosse non sono nate nelle fabbriche ma nelle università.

E che gli slogan che usavano li avevano usati prima di loro il Movimento studentesco e la sinistra sindacale».

E` dunque possibile che la storia si ripeta? «Non è possibile, è probabile.

Per questo dico: non dimentichiamo che le Br nacquero perché il fuoco non fu spento per tempo».

Il Pd di Veltroni è dalla parte dei manifestanti.

«Mah, guardi, francamente io Veltroni che va in piazza col rischio di prendersi le botte non ce lo vedo. Lo vedo meglio in un club esclusivo di Chicago ad applaudire Obama…».

Non andrà in piazza con un bastone, certo, ma politicamente…

«Politicamente, sta facendo lo stesso errore che fece il Pci all`inizio del- la contestazione: fece da sponda al movimento illudendosi di controllarlo, ma quando, com`era logico, nel mirino finirono anche loro cambiarono radicalmente registro.

La cosiddetta linea della fermezza applicata da Andreotti, da Zaccagnini e da me, era stato Berlinguer a volerla… Ma oggi c`è il Pd, un ectoplasma guidato da un ectoplasma. Ed è anche per questo che Berlusconi farebbe bene ad essere più prudente».

CONFRONTO «Ieri un Pci granitico oggi Pd ectoplasma Perciò Berlusconi dev`essere prudente» [.]

FILMATO BONUS: l’infiltrato della polizia a Genova.
Questa e’ l’Italia dei GovernI Berlusconi.


ricordo.

Maggio 24, 2009

me lo ricordo quel pomeriggio.
e’ passato tanto tempo ma me lo ricordo ancora.
la scuola stava per finire. sorrido ora nel pensare che era la seconda media.

la seconda media.

me lo ricordo quel pomeriggio. e le parole mi si spezzano male tra le mani.
ci provo. giocavo. e se mi sforzo un po’ riesco a ricordarmi a cosa giocavo.
mi ricordo che la notizia passo’ per radio. Ascoltavo Radio Subasio. Interruppero la musica, per una notizie speciale. Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e tutti gli uomini della scorta erano morti in un attentato a Capaci, Palermo, Sicilia, ITALIA. Esplosi con le loro macchine. Mi ricordo che sono corso in cucina, a dare la notizia per primo, ad attirare l’attenzione sul tremendo evento. C’era mia mamma che cucinava. l’attentato era passato da un po’. Radio Subasio, nei miei ricordi, interruppe le notizie alle 18.23.

La mia passione per la politica inizio’ forse proprio li. In famiglia parlando. Quel giorno, l’Italia non era come e’ oggi. Era l’Italia della DC, PSI, PRI, PLI, PCI. Tangentopoli non era ancora iniziata.

La bellezza della gioventu’ e’ che questi fatti ti stupiscono. Ti lasciano lo stupido stupore che da il contatto con la Storia. Un uomo era morto. Un uomo dal faccione e i baffi, che parlava con un accento strano. Affianco a lui la moglie. Guidavano senza cinture, pronti a sfuggire a una sparatoria. Erano morti gli agenti della sua scorta. Nomi che nessuno ricorda. Perche’ tutto si cela dietro “Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e la sua scorta”. Perche’ tutto si compatta intorno a Giovanni Falcone. Ricordo i servizi televisivi, le macchine sventrate, e tanti tantissimi poliziotti che giravano intorno a queste auto, senza posa, velocemente, come se fosse possibile veramente fare qualcosa, anche ora che Falcone, Morvillo, la sua scorta, non c’erano +.
Ricordo la moglie di uno degli agenti (credo la moglie Rocco di Cillo) della scorta piangere dal pulpito, al momento delle preghiere, e apostrofare gli assassini di suo marito che sapeva essere li’ in chiesa di pentirsi, per poi girarsi verso un sacerdote e dire “ma loro non si pentono”.
ricordo.

credo che se hai vissuto intensamente anche alla televisione una vicenda del tuo Paese pari a questa, non puoi crescere senza voglia di legalita’.

Siamo un paese bloccato. I mafiosi condannati (come Vittorio Mangano) da Falcone vengono descritti dal presidente del consiglio e dai suoi collaboratori “eroi”. l’opposizione non si oppone ma si allea col governo alternativamente solo per guadagnare voti. Avevo 12 anni, ora ne ho 28. e per me lo Stato porta i nomi di Giovanni Falcone, ma ancor di piu di Rocco di Cillo, di Paolo Borsellino, di Nicola Calipari, di D’Antona, di Biagi. Di chi ha servito, a modo suo, col suo lavoro, noi tutti, mentre lo Stato non difese loro.


un uomo migliore.

Ottobre 30, 2008

una nebbia fumosa avvolge brusangeles, dopo due giorni di sole e temperatura mite (mite per qui), un po’ come i pensieri che mi avvolgono e pungono. un altro giorno uguale agli altri, colto da una inerzia che sta buttando all’aria mesi di lavoro e sogni. non mi sveglio. + da tempo ormai.
forse dovrei ammettere a me stesso e a chi di dovere la mia inadeguatezza. eppure ho entusiasmo a volte, da vendere direi.

la pigrizia mi circonda a 360 gradi. il mio vivere, a volte, sembra quasi un favore a me stesso… non vedi? eppure ogni mattina ci svegliamo insieme…io&io…

insomma, non sono contento di me, ma non faccio nulla per migliorare.
tutto e’ confuso e caotico come la mia stanza. e tutto rimane li’ dove giace, come nella mia stanza.

vorrei, ma soprattutto dovrei, essere un uomo migliore.


ehm..dunque…dicevamo?

Ottobre 2, 2008

giallo pastello, bianco, marrone chiaro… le pareti, il parquet…le mie cose + o – (meno direi) messe a posto.
benvenuto nella nuova casa, stessa citta’, brusangeles.

dove ero finito?
beh diciamo che la vita di coppia, cosi’ intensa, emozionante, mi ha tolto il tempo, forse la voglia di scrivere.

eppure ce ne sono state di emozioni.
non c’e’ niente da fare, sei vivo finche’ provi emozioni.
e io sono vivo.

questo giorno e’ da ricordare.
il tramonto vasto e maestoso sulla pianura dell’aereoporto del sud, arancio rosso, mentre le nuvole grigie e bianche imperterrite vanno verso di lui, la mia lacrimuccia di emozione, quelle due parole, cinque lettere, un concetto.
non credevo questo giorno sarebbe arrivato… e invece.
dolcenotte


l’anno accademico e’ (in)finito.

Agosto 18, 2008

oggi e stanotte, domenica 17 agosto, in dipartimento.
non ce la faccio +. odio il mio lavoro.366 (ho perso il conto forse) giorni e consegnero’ stammerda.
per fortuna, merda o non merda, domani sera saro’ in spagna, a Valencia, per fare un giro dell’Andalucia.
per sfortuna, al mio ritorno, la stessa ricerca che sto odiando orora, sara’ li, ad attendermi.
buone vacanze


10 agosto.ancora qui.

Agosto 11, 2008

10 agosto. ancora qui. mentre cadono le stelle. non mi era mai capitato.
sussurro parole dolci al cell con l’avvocatessa.
e’ tutto cosi’ strano.
il cervello in pappa. sempre meno voglia di fare. sempre + voglia di lasciar perdere.
la concentrazione e le idee che arrivano proprio quando non lavoro.
e il blocco sullo scrittore su questo blog.
a parte questo, vivo bene.


si torna a scrivere.

Agosto 1, 2008

sono in ufficio, e dovrei lavorare alacremente.
ma stamattina mi accorgo che probabilmente si e’ sfatato un mito.
non fa + male.

sono giorni che non scrivo, per merito della convivenza spuria (casa mia, casa tua) con la avvocatessa, che tra alti e bassi sta guadagnando punti col suo volermi bene e forse anche col suo sbagliare.

ieri compleanno di lei. visto che gli ex pesano nella mia vita come nella vita della suddetta avvocatessa, ho mandato un sms a lei. ma credo non le sia arrivato. e quindi stamattina strappo finale: email e visita sul suo blog.
niente di che, ho guardato le foto di sfuggita, rapidamente, ho letto senza interesse particolare. ho capito che e’ andata via dalla sua citta’, che quasi siamo stati a Roma nello stesso periodo, che ha iniziato a fare capoeira con buone capacita’, che ha cambiato lavoro, che probabilmente si e’ messa con il suo ex, che sicuramente ha altre storie, di cui una probabilmente stabile.

ascolto la musica che non ho ascoltato per mesi, ovvero quella Norah Jones che forse e’ stato l’apice romantico della nostra stranissima storia, e non fa + male.

lei e’ cambiata, io sono cambiato. e vivo una vita probabilmente migliore. per lo meno sentimentalmente. e’ stato un bellissimo sogno che si e’ spento in agonia. giusto cosi’.
tutto -anche il male- viene per il meglio, secondo la mia banale filosofia di vita, no?

yesterday is history, tomorrow is mystery, today is gift… that’s why we call it present.
e allora secondo il saggio vita mia, vita tua, buona vita.
mi godo il presente. e tutte le sorprese che mi regala e regalera’.


notte a casa.

Luglio 25, 2008

ok, io la voglia di scrivere ce l’avrei. sono le forze che mancano.
due settimane per finire il lavoro… alla disperata…
stanotte si dorme da solo. e in fondo non e’ terribile.


no news.

Luglio 22, 2008

niente di nuovo. solo una preoccupazione che cresce per il lavoro che non riesco a terminare.

e un rapporto sentimentale che mi affascina e in fondo un po’ mi preoccupa.
bella.

p.s.: che poi alla fine mi rimane ben poco tempo per scrivere il blog… che brutta fine…


niente di nuovo.

Luglio 18, 2008

ancora a lottare con l’economia. sempre + sconfitto.
nel frattempo pero’ fine settimana romantico (si spera) in olanda.
bella