Cronaca di un Paese impazzito: caso Ratzinger e caso Mastella.

in questi giorni non riesco a lavorare.
sono attaccato ai siti di notizie tutto il tempo.
e’ tutto assurdo.

e voi che ci siete dentro forse non ve ne accorgete.
andiamo con ordine.

Il Papa Ratzinger non va alla Sapienza. Ma manda il suo discorso.
Premessa, sono cattolico e abbastanza praticante.
E totalmente d’accordo con gli studenti e i professori che hanno contestato questa decisione.
Il Papa ha spazio sui nostri telegiornali e giornali + di chiunque.
Non e’ un cittadino italiano, non vota, ma influenza il voto di un po’ degli italiani, e soprattutto influenza i politici a caccia di questo voto. E’ una corsa per stare al centro. Il segretario del Partito Democratico va spesso a colloquio con Ruini, specialmente prima dei referendum su questioni spinose…si fa dettare cosa dire, poi va e lo dice.

Soppesiamo un po’ le cose: la Chiesa (non il Vaticano) ma la Chiesa, intesa come la comunita’ dei credenti, fa molto, e molto bene, urbi et orbi. Anzi spesso fa molto di quello che non fa lo Stato Italiano per i meno abbienti, per le situazioni difficili.
Il Papa come si sa, pontifica. Percio’ esprime pareri sulla fede. ma non solo. Esprime anche sue volonta’ per le leggi dello stato. Un esempio: l’aborto, su cui si e’ espresso di recente.
Giuliano Ferrara – proprio lui, si, l’orco, l’ex comunista mangiabambini… a occhio e croce almeno una decina – ha subito sposato la causa.
L’aborto, il divorzio, sono tutte leggi decise dai cittadini, dalla maggioranza degli italiani, con voto democratico tramite il referendum, il livello + alto di democrazia.
Che qualcuno chieda di cambiarlo, e che i papaboys che abbiamo in parlamento, quelli con una moglie e una o + amante, divorziati, separati, risposati con rito di Santa Romana Chiesa – vero Casini, Fini, Berlusconi, Bossi – si sono subito attivati.
questo e’ ripugnante. Il voto dei cattolici rappresentato da sta gente qua? ma per piacere.
Sta il fatto che il Papa ci dice cosa fare e cosa non fare, a noi cattolici, e questo a me va bene.
Ma mi duole vedere come si cerca di imporlo a tutti. perche’ di questo si tratta.
Ho visto porta a porta. ripugnante. Monsignor Fisichella che dice allo scheletro di Pannella “noi non abbiamo bisogno di fare lo sciopero della fame per andare in televisione”. L’arroganza del Vaticano. Non della Chiesa, benintesi.
La democrazia e’ la tutela della minoranza, e in una universita’ laica e pubblica e’ giusto contestare la lectio del Papa, se e’ questo Papa. Questo che “cerca la rissa” come ha detto scusandosi Odifreddi, che vuole la messa in latino. Un Papa teocratico, da vero filosofo qual’e’.
E’ triste vedere come Fisichella si affretti a dire che il Papa vuole il dialogo. Ma hanno mai invitato uno scienziato in sala Nervi? Il Papa veniva per un confronto dialettico o per leggere un discorso, senza nessun confronto?
Il Papa non e’ andato perche’ non ama le contestazioni. Qui in Belgio e Olanda e’ stato contestato. Ma nessuno ha fatto il pianto della classe politica al completo.
LA DEMOCRAZIA e’ la TUTELA DEL DISSENSO.

Di pianto in pianto. Lo stesso pianto cui oggi ho assistito per il caso Mastella. Un ministro di Grazia e Giustizia che sfrutta la sua posizione per schivare le inchieste che lo coinvolgono (vedi caso Why Not), che oggi si dimette per amore di sua moglie. Ma figuriamoci, nessuno in Italia si dimette da anni!!!
Lui presenta le dimissioni, e minaccia Prodi di far cadere il governo. D’altronde una settimana fa, leggetevi le notizie a riguardo, aveva dichiarato:”il mio passaggio al centrodestra? nulla e’ impossibile”.
Percio’ va cosi: annunci e notizie varie sugli arresti della sua compagna, mastella dice a prodi di dimettersi ma lo minaccia di non accettarle per non far cadere il governo, va in parlamento con un discorsetto gia’ bell’e'pronto da tempo (moglie agli arresti domiciliare alle 8 del mattino, lui si presenta in mattinata in parlamento), si dimette con la scena di un marito innamorato (disgustoso il TG1 stasera, hanno fatto di due delinquenti una coppia di benefattori ed eroi del paese di ceppaloni) ma nel contempo attacca la magistratura come neanche Craxi e Berlusconi avevano mai fatto, Prodi respinge le dimissioni, e lui si ritira sull’Aventino della sua coscienza a riflettere. Nel frattempo tutti da sinistra (dove non vogliono far cadere il governo) e da destra (dove vogliono dimostrare che sono tutti uguali a loro e che da sempre attaccano i magistrati) si prodigano per dare solidarieta’, pompati da TG che mostrano solo il lato buono di Mastella e famiglia.
La verita’ e’ che Mastella si e’ dimesso perche’ hanno arrestato tutto il suo partito tranne lui. E badate bene, a Berlusconi diedero un avviso di garanzia, ovvero la notificazioni di indagini a suo carico, mentre un arresto e’ un arresto, ovvero la presunzione di una pericolosita’ legata a fatti GIA’ accertati su cui si e’ GIA’ sviluppata una inchiesta.

Mi hanno insegnato al Liceo Classico, che esistono 3 poteri in una democrazia: legislativo (il parlamento), esecutivo (il governo), giudiziario (la magistratura). I tre vigiliano gli uni gli altri. Ma nel momento in cui due si coalizzano (due eccezioni, Di Pietro e Comunisti Italiani, ma ormai diffido pure di chi si stacca dal coro), si uniscono per affossare il terzo, allora la democrazia e’ in pericolo.

La cosa che mi sconvolge e’ che tutti ormai avocano a se la maggioranza degli italiani.
Il Vaticano, Comunione e Liberazione, Mastella, la CDL, l’Unione.
tutti dichiarano di avere dalla loro parte la maggioranza degli italiani.
mi sento violentato. nella mia religiosita’ cattolica, nel mio voto democratico (?), nella mia intelligenza di ricercatore universitario.
vio-len-ta-to.
tirato per la giacchetta. da chi ti considera uno di loro.
La verita’ e’ che non so se la maggioranza degli italiani ne ha le palle piene di sta gente, ma sicuramente che stanno cercando di soffocare il pensiero e l’azioni di quanti non ci stanno ad accettare un paese vecchio e in declino.
che costringe i suoi giovani a cercare fortuna all’estero, che soffoca quanti dovrebbero costruire il nuovo futuro, tramite la costruzione di famiglie (uh… quanto spesso si sente questa parola vero?) con contratti capestro, da fame, mentre loro giocano con le costruzione per vedere se il governo sta in piedi o no.
e nel frattempo perdiamo tempo.
Ho vissuto in Spagna, ora vivo in Belgio. Due paesi cattolici. Due paesi con forti divisioni. Due paesi dove la gente sta sveglia, e’ attiva, lotta, soffre e porta avanti le sue idee. Questo creera’ forti tensioni sociali, ma fa anche in modo che la maggior parte delle cose che ti servono ogni giorno – buon trasporto urbano, un buon lavoro, sicurezza per le strade – funzionino.
Mentre ormai l’Italia per me rappresenta solo la mia famiglia, i miei amici, e un Paese che mi fa star male per come e’ deturpato dei suoi sorrisi e dalla possibilita’ di essere un Paese felice.
Un Paese anestetizzato dalla sua televisione di regime (praticamente televisone unica) che mantiene buona la popolaziona anziana, infondendo paure come forma di controllo.
Un Paese impaurito.
E anche stanotte ho la nausea.

5 Risposte a “Cronaca di un Paese impazzito: caso Ratzinger e caso Mastella.”

  1. cate Dice:

    Scusa eh, “cattolico e abbastanza praticante”, ma cosa ne pensi di “su questa pietra fonderò la mai chiesa?”. di cattolici “fai da te” ne abbiamo abbastanza. Ce l’hai coi politici che inneggiano alla famiglia a braccetto dell’amante, ma credi di essere un cattolico migliore? E poi il tuo blog cos’è? Lo sfogo delle tue incazzature dopo porta a porta? ma esci la sera e vai a divertirti. Cercati qualcuno che ti faccia compagnie a che magari non ti faccia venire la nausea. Auguri.

  2. sullarottadellamiavita Dice:

    ahi ahi… brutta storia lasciare i messaggi e scappare via… senza potersi far dare una risposta… un po’ vigliacco non credi?
    innanzitutto piacere, tu leggi di me, io non so nulla di me.
    per quanto riguarda il divertimento io sicuramente mi diverto + di te, in un paese che non ha il bigotto divieto di non far bere dopo le 2 per evitare le stragi del sabato sera.
    terzo, il blog e’ mio e sono libero di scriverci quello che mi pare, oppure devo passare di fronte alla tua censura preventiva.
    quarto, io sto con la chiesa di san francesco, quella dei poveri, non con questa che gestisce la politica italiana come fosse cosa propria, vedi bagnasco ieri.
    quinto, sono un ricercatore, ho fede ma credo che questo non debba condizionare le scelte della ricerca.

    in ultimo, si, mi credo migliore. ho 27 anni, non ho amanti, non rubo, non sniffo coca, non mento ai cittadini. di gente che me ne fa compagnia ne ho un bel po’, ho amici sparsi in tutto il mondo. la sera esco e mi diverto un bel po’.
    tu invece sei brava (o bravo) a guardare dallo spioncino il mondo, senza metterti in ballo un po’. continua a credere in tutto quello che ti danno a bere, senza riflettere mai, senza avere mai un dubbio, vivrai felice. forse.

  3. cate Dice:

    Ok, ho esagerato partendo così in quarta, ti chiedo scusa. È solo che sono un po’ allergica ai distinguo. Quelli del tipo “io sto con la chiesa di san francesco”, come se ne avesse fatta una sua; semplicemente per il fatto che mi pare che la bellezza della chiesa sia proprio quella di riunire dei carismi diversi rimanendo una. Quindi preferisco sostenere un’unità, che non sottolineare una differenza.
    Allo stesso modo sono un po’ scettica nei confronti di chi afferma di non lasciarsi condizionare dalla fede nella ricerca: dal mio punto di vista è un falso problema, a meno che uno non si senta un po’ ostacolato dalla sua fede. Per come la vedo io, o la fede è un fardello e allora è meglio liberarsene, oppure è una ricchezza, quindi non vedo come possa “condizionare” (nel senso negativo del termine).
    Hai ragione, il blog è tuo, l’ho trovato per caso, ho letto i post e per la lunghezza e per l’amarezza mi sono sentita soffocare….non sono un censore, ma suppongo che ad un blogger interessi minimamente sapere cosa pensa il suo pubblico.
    Beh, che dire, saluti.

    PS: sono felice.

  4. sullarottadellamiavita Dice:

    chiaramente preferisco molto di + questo intervento sincero. e mi rallegro tu sia felice. e accetto le tue scuse, e spero che tu non ti sia offesa per qualsiasi cosa abbia potuto dire.
    mi interessano molto i commenti delle persone che leggono, anche se ammetto che ho poca dimestichezza con questo nuovo blog e quindi faccio molti casini…
    la questione per me e’ semplice.
    come cattolico, + o meno buon cattolico, mi sembra assurdo che il Papa debba leggere un discorso all’apertura dell’anno accademico in un Universita’ Laica. Ma sarebbe pero’ bello che il Papa venisse a fare un confronto in una Universita’ Laica.
    Mi sembra assurdo che si faccia intimorire dai fischi di …quante…mille persone? evidentemente sa che sono di +.
    Mi sembra assurdo che poi renda l’Angelus il Papa day… e se andiamo a vedere la platea di politici che c’erano, potremmo dire che i ladroni non hanno mai abbandonato Gesu’. La differenza e’ che i ladroni pero’ si sono convertiti mentre i presunti politici cattolici sono veramente i peggiori (se vuoi faccio nomi).
    Mi sembra assurdo che il Papa parli del degrado di Roma: ci dia una mano allora.
    Mi sembra assurdo che Mons. Bagnasco parli della politica italiana come fosse il suo stato di competenza (leggi l’intervento di ieri).
    Mi sembra assurdo che il Vaticano chieda soldi per le scuole e Universtia’ cattoliche… io ho fatto le pubbliche… e ti assicuro che noi non avevamo nulla di quello che le cattoliche hanno.
    Quando dico che sto con la chiesa di San Francesco intendo dire che mi trovavo molto + felice ad andare alla Caritas di Roma a dare una mano, invece che in Sala Nervi a testimoniare la solidarieta’ del Papa. Perche’ il Papa c’e’ sempre stato e ci sara’ per sempre, e non ha bisogno della nostra solidarieta’, perche’ lui e’ vicino a Dio (o sbaglio), mentre sarebbe meglio testimoniare la nostra solidarieta’ a chi si trova veramente in situazioni d’indigenza e abbandono.
    Ora non mi voglio vantare, ma a me recentemente mi e’ capitata una situazione difficile nella quale o ti fidi e affidi al prossimo oppure te ne freghi e lo lasci li nella difficolta’ e nell’abbandono.
    Cosi’ dovrebbero essere i cristiani cattolici, mostrare la fede, non imporla a colpi di revisione della legge 194 o della messa in latino.
    Ti auguro una buona giornata, qui sei sempre benvenuta, tu e le tue idee, saluti dal Belgio.

  5. Luigi Dice:

    sono d’accordo sulle cose esposte sopra… La Sapienza non fu fondata come università laica e al vaticano hanno la memoria lunga.

    È solo una questione di soldi… gli ospedali cattolici, le scuole private finanziate dallo stato, l’ici abolita agli edifici religiosi, le radici cristiane dell’europa prodromo a un’evangelizzazione degli aiuti economici europei, ovvero un loro reindirizzamento in mani che poi non rispondono delle loro responsabilità… doveva essere una chiesa che si affidava allo spirito santo, invece si affida al mondo, critica la mondanità solo quando è esclusa dai giochi.

    Sono stato testimone di quell’aborto di opera evangelizzatrice che doveva essere il giubileo del 2000… è stata una dimostrazione di forza, non c’è stato alcun confronto nè può esserci perché… qua manco si sa davvero se Dio esista, e chi lo dovrebbe testimoniare razzola davvero male in tal senso… Leggo in giro delle interpolazioni testuali sia sui Vangeli, forse 3 o 4 biografie diverse assunte in una sola figura leggendaria, sia sui documenti storici che hanno superato, con riserva, la censura della chiesa una volta divenuta istituzione dell’impero romano e, dopo, medievale.

    Insomma, una galassia di personalità, di pensieri, anche di carismi, ma con un buco nero in mezzo che non permette un confronto di alcun tipo. Quello che i miei amici, quando facevamo i chierichetti a 14 anni, capirono al volo – loro erano lì per le feste e il divertimento dell’oratorio – io lo sto soffrendo ancor oggi studiando le religioni mediterranee, la filosofia antica e sperando che ci sia altro, che non si riduca tutto a una summa sincretistica, un polpettone copiato da diverse altre fedi.

    La ragione, questo concetto probabilmente alla base della scelta di non andare alla Sapienza da parte del papa, è una loro grande spina nel fianco. È un loro cruccio, e tanto gli va bene perché la maggior parte di noi non vuole davvero morire. La ragione ci dice che la morte serve a fare posto a chi viene dopo di noi, e noi ci siamo inventati un luogo (babilonese) chiamato paradiso dove c’è spazio per tutti. La morte pone termine alla nostra volontà, e noi troviamo nella nostra mente divinità che ci assecondano. La morte ci invita ad avere pietà della nostra condizione di esseri umani, a vovere in concordia, e tutti questi spiriti religiosi, grazie alla loro intolleranza, sono il cruccio degli uomini di pace del pianeta. Persino le ideologie sono state pensate e fabbricate nei loro elementi più assoluti e totalitari su basi religiose: questo non può essere celato, perché è manifesto nei loro riti di massa.

    Io credo che un servo dei servi dovrebbe essere umile. Non dovrebbe accettare segni esteriori di devozione, come il baciamano ol’appellativo di Sua Santità (che poi a Roma gli diciamo Santità come gli si potrebbe dire ahò, a dottò…).
    NOn dovrebbe manifestare tutta quest’attenzione per l’apparenza, per l’abbigliamento, per le scarpette di duecento anni fa… se così fosse già sarebbe qualcosa, ma è sotto gli occhi di tutti che chi entra in vaticano s’accorge del lusso, dei preti con la ventiquattr’ore, dello spreco che certamente non aiuta l’Italia ad abbattere il debito pubblico.

    Ecco perché è grave che non si sia sottoposto alle critiche.

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