una luce nel cielo.

Marzo 31, 2008

lo ammetto… l’ora legale mi ha fottuto. non mi rendo conto + di niente.
sono uno di quelli che compare nel TG2 coi disturbi del sonno e dello sfasamento temporale. sono uscito dall’ufficio alle 19.40… e mi sembrava presto… e questo perche’ c’era luce.

poi mentre guardavamo LOST (4a serie, 7ima puntata) mi sono distratto a guardare fuori. pensavo di essere impazzito, pero’ mi sembrava ci fosse una stella che si muoveva. allora ho fermato il computer e ho chiesto alla mia compagna di casa di guardare.
e’ una notte bellissima, il cielo e’ limpido e le stelle si vedono benissimo. poi c’e’ questa luce, intermittente rosso,giallo,bianco, come tante stelle. con l’unica differenza che sembra dotata di moto proprio. un po in alto. poi a destra. poi in basso. sinistra. alto.
cambia direzione. essendo entrambi nella migliore condizione, ovvero lucidi, abbiamo cercato punti di riferimento per vedere se il movimento fosse vero. e cosi’ ci sembrava.
scansata ogni ipotesi di chiamare il servizio aereonautico, ci siamo rimessi a vedere LOST.
domani si lavora duro.
notte.


e’ una vita velocissima.

Marzo 31, 2008

il fine settimana e’ andato.
tra momenti di amarezza subito cancellati e momenti di esaltazione.
vinta la prima partita del torneo. due feste divertenti.
lo spiazzamento mio e degli spagnoli nel trovarsi nel mezzo di una festa svedese piena di bionde svedesi. il concorso di tortilla.
tutto va. domani iniziamo una settimana importante. purtroppo l’ora legale, e non solo, mi ha rincojonito.
intanto aspettiamo con gioia il fine settimana del 12 aprile.
notte.

p.s. e’ una vita velocissima. brusangeles non e’ niente male.


basta un poco di sole.

Marzo 29, 2008

quando partiro’ andro lontano
senza problemi e rischi, qui seduto sul mio divano
niente piu’ giorni tristi, dove me ne andro’,
ma dietro le montagne, grandi campi di popcorn

e allora si, ci sara’, il vento che…che mi aiuta
con un soffio a far tornare il sole
e poi… anche se piovera’
io imperterrito continuero’… fino ai grandi campi di popcorn

Campi di popcorn – Gianluca Grignani

mi sveglio con il sole negli occhi. come ogni fine settimana, ovvero quando puoi dormire.
mi sveglio allegro. mi sveglio chiedendomi perche’ non ha suonato la sveglia… ma non devo andare a lavoro? ah no… e’ sabato. il sabato di brusangeles. ovvero calcetto, calcio, feste. forte.

mi sveglio di buon umore, dicevamo.
e pensare che ero andato a letto, triste e incazzato.
but life goes on. e io pure.

mi sveglio con questa citazione poco saggia cantata nella testa.
che la vita abbia inizio. libero.


momento (spero) unico.

Marzo 29, 2008

sono talmente incazzato che e’ meglio che non vi racconto cosa e’ successo.
ci sono persone che si permettono di prenderti per il culo a fatti e a parole.
sono le persone che hanno potere su di te. per gli uomini sono le donne, e mi auguro che per le donne siano gli uomini.

di sicuro stanotte l’equazione che eguaglia le donne a quante fanno sesso per denaro e’ l’unica certezza che ho. e se vi va protestate pure, ma non sarete voi che mi farete cambiare idea.
una presa per il culo cosi’ e una incazzatura tale non la ricordavo da tempo.
notte.

p.s.: non vi meritate nulla. riuscite a rovinare tutto. congratulazioni.


un po’ tutte uguali.

Marzo 28, 2008

alla fine tutte le storie che finiscono male sono uguali.
ovvero finiscono male.
fa effetto quando le modalita’ sono le stesse della grande storia finita male.

inutile fare dietrologia. la verita’ e’ che insieme non saremmo stati felici. la verita’ e’ che lei non e’ pronta. deve ancora risolvere molto in se stessa. e io sono stanco. stanco di mettermi nella storia + complicata che c’e’. meglio tornare al divertimento giovanile e alle conoscenze superficiali.

la verita’ e’ che e’ facile far scontare a persone innocenti la colpa dei predecessori.
la verita’ e’ che ogni volta che mi avvicino a una ragazza per una storia che ha le parvenze minimamente interessanti e serie, il fantasma di lei aleggia su di me.
quanto e’ passato? tanto sembrerebbe. ma in realta’ sempre troppo poco.
fottuto tempo, quanto ci metti a passare?

come e’ difficile dire basta. prendere decisioni impopolari. chiudere.
questa mattina pianificavamo il viaggio ad amsterdam, stasera mi sono ritrovato single.
mi dispiace, ma sono sicuro che e’ giusto cosi’.
ho 27 anni, non c’ho + voglia di sbattermi. non cosi’. non a gratis (come diciamo a roma).

eppoi stasera lei mi ha fatto davvero incazzare.

ho finito di leggere il libro di fabio volo “il giorno in +”.
inutile dire che mi e’ piaciuto. inutile dire che mi sono sentito scippato di tante idee per un mio di libro. inutile dire che per luoghi, date e situazioni mi ha riportato alla mia vita reale e al mio amor mancato. bravo fabio perche’ – non svelo il finale – mi hai tenuto col fiato sospeso, soprattutto per le ultime pagine. bravo perche’ parli pane al pane vino al vino. bravo per la maniera di scrivere in prima persona, e’ facile immedesimarsi in te. anche troppo. un po’ narciso tuttavia, perche’ fai il piacione pure nella maniera in cui scrivi i libri.

un giorno una ragazza mi ha detto che per i modi sembro tuo fratello + piccolo. per me e’ un complimento. anche mia zia guardando il programma da barcelona pensava a me (ma ormai la mia barcelona stava finendo).
detto questo ritorno ai miei pensieri, o magari a un nuovo libro.
notte.


la distanza

Marzo 27, 2008

e rieccoci qui.
stesso tempo. da agosto in poi.
e in fondo stessi pensieri.

chiaramente anche il gol di Villa all’Italia mi ha riportato in mente lei. lei che dimenticare e’ tosto. soprattutto quando l’unica alternativa che si e’ rivelata valida erge di fronte a me barriere e distanze fisiche.
non so che fre. provo ad accendere la sua fantasia ma appena c’e’ una vera scintilla (e si capisce), lei scappa.
situazione tosta. anche e soprattutto lo strano e del tutto inaspettato successo di questi tempi. direi pure alquanto meritato. mi trincero nella mia condizione di bravo-ragazzo-che-sta-cercando-di-fare-qualcosa-di-serio e cerco di non pensarci. ma la carne soffre.

mi ritrovo calato nella parte del buon fidanzatino senza aver capito come e dove l’ho scelta. aiuto.
che poi in realta’ non mi starebbe cosi’ stretta se non fosse per la fatica di costruire tutto, ogni giorno. aiuto.

e cmq rieccomi qua. nella mia vita. nelle cose di tutti i giorni. qua. dove rimarro’. non senza piacere. un posto dove ogni sera puoi incontrare qualcuno nuovo.
notte.


freddo.

Marzo 25, 2008

qui a roma il tempo sembra non passarmi.
troppi pensieri, troppi ricordi.

sara’ pure quella foto di me che mi ritrae come ero 4 anni fa. mi guardo allo specchio e sento di voler ritornare come ero. e ci provero’.
molti vorrei in questi giorni.
pensieri, ricordi, sensazioni e tormenti.

continua, continua in questa mia gioventu’ il movimento perpetuo e continuamente rapido della mia vita.
la vita mi scivola tra le mani, mentre sento di avere 24 anni da quattro anni, e di andare veloce come un proiettile nello spazio, nel tempo.

l’altro giorno, mentre guidavo, pensavo che se davvero la mia vita e’ unica, se un’altra chance non e’ data, ebbene, ebbene si, tutto diventa difficile da decidere, e non rimane solo che lasciarsi andare e vedere come va.
perso nei pensieri, chiuso nei ricordi, rivivo sensazioni e momenti andati, della mia infanzia, della mia gioventu’ e del passato recente. lei non mi ha chiamato, mentre la nuova lei mi aspetta a brux.

esistono persone cui diamo un potere infinito nella nostra vita.
le rendiamo capaci di cambiarci umore, di invertire senso e rotta, di dare sapore al tutto che ci gira intorno. lei non c’e’ + e non c’ha mai ripensato. lei in realta’ non esiste. perche’, seppur io possa dare a lei un viso, un corpo, parole e gesti, risate e bronci, lei e’ stata la proiezione dei miei sogni d’amore. era lei.
e ora che tra di noi e’ finita, ora che solo sentirci rappresenterebbe altri schiaffi al cuore, sapere che e’ felice senza di me, o che mi pensa ancora, o che non mi pensa +…ecco… ora lei e’ il paradigma dell’amor. perduto.
perche’ non era lei, bensi’ ero io. come ero e mi sentivo. quello che volevo.
era lei, ma in realta’ ero io.
e sono ancora io, che misuro i miei battiti cardiaci in parole e azioni, per capire se c’e’ o ci sara’ una nuova lei.

sono troppi pensieri stanotte.
so che ho freddo e che mi sembra un inverno infinito, da fine agosto a oggi. a roma o a tolosa o a bruxelles o dove cazzo vi pare, sempre inverno mi sembra.
voglio sole, caldo, abbracci e risate.
voglio correre e calciare sto cazzo di pallone.
rilassarmi perche’ ho lavorato bene. chiudere quest’anno (accademico) con orgoglio e capacita’.

perso. sono perso nello spazio e nel tempo. tornare a roma ora sconvolge i miei sensi e sentimenti. emozioni. perche’ tutto cambia, lentissimamente, proprio come gira il mondo.
e proprio come gira il mondo, non ce ne accorgiamo. se non molto tempo dopo.
sono confuso. so che saro’ incapace di essere felice in un qualsiasi posto.
mi manchera’ sempre qualcosa.
alla fine a bruxelles sto meglio. semplicemente perche’ so che ci devo stare. perche’ vivo con calma. perche’ me la vivo. perche’ e’ la mia vita. la mia casa, il mio lavoro, le feste, gli amici, questa perenne gioventu’.
poi torno qui e mi ritorna dentro tutto quello che ho vissuto, come scene di un film che non ricordi di aver girato, ma il cui protagonista effettivamente ti somiglia. e pure tanto.
e’ l’inverno del cuore. sono i battiti + lenti che mi uccidono, perche’ il mio cuore e’ abituato a pompare forte, nelle gioie come nelle preoccupazioni.
perche’ vivo. a volte anche troppo.


international me.

Marzo 23, 2008

roma.
ristorante non lontano da trastevere.
bella zona. molto residenziale. la gianicolense. ospedali e alberi.

me. seduto al tavolo con una serba, un portoghese, una danese, un americano, un belga e due catalane.
sembra la classica barzelletta.
a tavola si parlano principalmente italiano, inglese e spagnolo (con preferenza per l’ultima). e io mi destreggio bene.
tutto intorno roma. la sua gioventu’, i suoi miti e questa passione per vestirsi di nero. sai perche’ senno’ nun entro in discoteca…

roma. bella e decadente. chissa’ come la vedono gli stranieri.
sono stanchissimo, buona pasqua a a tutti.


targhe.

Marzo 22, 2008

sono sparito per un po’.
peccato perche’ ogni ritorno riporta emozioni e pensieri.
i primi due giorni sono sempre tosti. soprattutto tra il lavoro e gli impegni.
di sicuro flipo ancora guardando le targhe italiane. non sono proprio abituato.
pero’ di sicuro sono felice di avere i miei amici.
come sempre.
notte.


settantadue.

Marzo 20, 2008

72pencils.jpg
settantadue.
(thanks to: http://www.georgehart.com/sculpture/pencils.html)

8 gennaio – 20 marzo.
sto tornando a casa. 72 giorni (c’e’ un febbraio bisestile).
non capisco molto. conto solo il tempo che manca per andare all’aereoporto.
dovrei lavorare ma non capisco molto.
sono teso.
mentre qui piove a tratti… e quando piove e’ tosto.
vado.
bella.