qui a roma il tempo sembra non passarmi.
troppi pensieri, troppi ricordi.
sara’ pure quella foto di me che mi ritrae come ero 4 anni fa. mi guardo allo specchio e sento di voler ritornare come ero. e ci provero’.
molti vorrei in questi giorni.
pensieri, ricordi, sensazioni e tormenti.
continua, continua in questa mia gioventu’ il movimento perpetuo e continuamente rapido della mia vita.
la vita mi scivola tra le mani, mentre sento di avere 24 anni da quattro anni, e di andare veloce come un proiettile nello spazio, nel tempo.
l’altro giorno, mentre guidavo, pensavo che se davvero la mia vita e’ unica, se un’altra chance non e’ data, ebbene, ebbene si, tutto diventa difficile da decidere, e non rimane solo che lasciarsi andare e vedere come va.
perso nei pensieri, chiuso nei ricordi, rivivo sensazioni e momenti andati, della mia infanzia, della mia gioventu’ e del passato recente. lei non mi ha chiamato, mentre la nuova lei mi aspetta a brux.
esistono persone cui diamo un potere infinito nella nostra vita.
le rendiamo capaci di cambiarci umore, di invertire senso e rotta, di dare sapore al tutto che ci gira intorno. lei non c’e’ + e non c’ha mai ripensato. lei in realta’ non esiste. perche’, seppur io possa dare a lei un viso, un corpo, parole e gesti, risate e bronci, lei e’ stata la proiezione dei miei sogni d’amore. era lei.
e ora che tra di noi e’ finita, ora che solo sentirci rappresenterebbe altri schiaffi al cuore, sapere che e’ felice senza di me, o che mi pensa ancora, o che non mi pensa +…ecco… ora lei e’ il paradigma dell’amor. perduto.
perche’ non era lei, bensi’ ero io. come ero e mi sentivo. quello che volevo.
era lei, ma in realta’ ero io.
e sono ancora io, che misuro i miei battiti cardiaci in parole e azioni, per capire se c’e’ o ci sara’ una nuova lei.
sono troppi pensieri stanotte.
so che ho freddo e che mi sembra un inverno infinito, da fine agosto a oggi. a roma o a tolosa o a bruxelles o dove cazzo vi pare, sempre inverno mi sembra.
voglio sole, caldo, abbracci e risate.
voglio correre e calciare sto cazzo di pallone.
rilassarmi perche’ ho lavorato bene. chiudere quest’anno (accademico) con orgoglio e capacita’.
perso. sono perso nello spazio e nel tempo. tornare a roma ora sconvolge i miei sensi e sentimenti. emozioni. perche’ tutto cambia, lentissimamente, proprio come gira il mondo.
e proprio come gira il mondo, non ce ne accorgiamo. se non molto tempo dopo.
sono confuso. so che saro’ incapace di essere felice in un qualsiasi posto.
mi manchera’ sempre qualcosa.
alla fine a bruxelles sto meglio. semplicemente perche’ so che ci devo stare. perche’ vivo con calma. perche’ me la vivo. perche’ e’ la mia vita. la mia casa, il mio lavoro, le feste, gli amici, questa perenne gioventu’.
poi torno qui e mi ritorna dentro tutto quello che ho vissuto, come scene di un film che non ricordi di aver girato, ma il cui protagonista effettivamente ti somiglia. e pure tanto.
e’ l’inverno del cuore. sono i battiti + lenti che mi uccidono, perche’ il mio cuore e’ abituato a pompare forte, nelle gioie come nelle preoccupazioni.
perche’ vivo. a volte anche troppo.



Marzo 25, 2008 alle 10:10 am |
ti capisco…a volte sembra che la primavera non arrivi mai, che la leggerezza non arrivi mai…ma dentro si smuove un mondo e si aprono linee frastagliate in superficie. escono ricordi, speranze, emozioni. Anch’io ho il mio lui con cui fare i conti, che non c’è eppure sento sempre aleggiare sulla mia testa, sul mio cuore. un fantasma che vorrei scacciare perchè è passato, ma che continuo a tenere per mano, forse per paura di perdere una parte di me. Gli attimi si congelano, e a volte mi sembra che le vecchie maschere mi si incollino addosso. Aspetto, cerco e rincorro una carezza che mi faccia respirare di nuovo, che dia un po’ di acqua alla mia femmilità svilita e frustrata. non posso fare a meno di aver voglio di vivere, e di amare.