why does my heart feels so bad
scendendo dal taxi sospiro’. compose il codice nel portone ed entro’ nell’androne. controllo’ come un automa la cassetta delle poste. erano l’1.41 di notte, era chiaro che nessuno gli aveva scritto nel frattempo. sali’ le scale fino al primo piano, dove l’ascensore lo aspettava. poi di li’ fino al quarto.
sospirava, come chi e’ in affanno. o come chi semplicemente sospira.
oggi mille pensieri lo avevano assalito insieme.
non sapeva per cosa di preciso sospirasse, ma sospirava, per tutto cio’ che quella notte lo poteva far sospirare.
per le notizie che venivano da lontano, per il suo lavoro, per il tempo che era stato lontano da casa e per tutto quello che sarebbe rimasto, per i pensieri che non si possono dire.
sospirava semplicemente.
sospirava perche’ avvertiva, come sempre nella sua vita, che la distanza tra quello che era e quello che pensava avrebbe voluto essere, era sempre superiore alla distanza percorsa.
sospirava perche’ era un fottuto incontentabile, un umano tra gli umani, che appena ottiene vuole un po’ di +.
sospirava semplicemente. nella notte dalla temperatura leggermente + mite.
forse era solo una giornata storta.
forse era semplicemente il fatto che tutto quello che era, tutto quello che faceva, qualsiasi situazione vivesse, dipendeva tutto da se stesso e dall’impegno, il cuore e l’animo che ci avrebbe messo.
il suo cuore era abituato a pompare forte, a cercare emozioni, di quelle naturali, normali, forse banali e per questo stupendamente fondamentali, che potevano far accendere i sentimenti di un uomo della sua eta’. ideali e lotte, passioni e dolori, amori e amori.
egli c’era. ma a volte forse non bastava ad affermare che egli era.
e combatteva con la sua natura di perenne adolescente che lo aveva portato a crescere.
Pubblicato da sullarottadellamiavita 

