unica differenza, che io vado verso la svizzera.
e’ difficile ora descrivere i 700 km percorsi.
qui nelle montagne sopra lugano si vedono le stelle, il lago, l’aereoporto, le strade illuminate. una luna gigante.
questo viaggio, alla luce del voto di ieri assume connotati nuovi.
ma andiamo con ordine.
roma, 9.20.
mamma sembra non volermi lasciare andare. mi accompagna a fare benza e la riporta a casa.
si parte. mi sento un emigrante.
9.30
ed eccoci sul raccordo anulare. gia’ mi sembra di guidare da un sacco. mi ascolto il cd preparato da un amico. mi prefiggo di fare pausa ogni due ore.
ore 11.30
area di servizio regello, prima di firenze. sono passato pure di fronte alla tristemente nota badia del pino, ma non avevo voglia di fermarmi.
sono stanchino e non sono neanche a firenze. piove. scolaresche marchigiane in gita. rumeni…in gita? telefonate varie. la destra ci ha fatto davvero il cappotto. compro una macchinina per mio nipote, e’ una mini, stesso colore della mia. sorrido. sono lo zio.
ore 12.
dopo un cappuccino, sfogliatella, strudel e succo (era tutto scontato) riparto. rotta verso nord. piove. inizia il tratto barberino di mugello-roncobilaccio. che cojoni. un muro di camion sulla mia destra. vado a 70 ma mi sembra di essere nel film taxxi. ovvero a 200. duemila gallerie. mi innervosisco un po’. che brutto sto pezzo. io e isoradio siamo una cosa sola. ovvero mi sento tutto. e becco pure il copertone segnalato in mezzo in mezzo alla carreggiata. avrei potuto segnalarlo io.
la frase che sento di + e’ “rallentamenti dovuti a incidenti con mezzi pesanti. materiali sparsi in carreggiata”. cazzo. questo tratto e’ pieno di autovelox ma solo i pazzi possono andare a + di 80. concentrazione a mille.
ore 13.20. casalecchio di reno.
eccazzo. con la scusa della benza “poi non so dove la faccio mi fermo. pranzo al sacco. si fermano con me tanti camionisti, scolaresca napoletana in gita, e un bel po’ di macchine. telefonate con bologna e milano.
ore 14.
riparto. ma quanto cazzo e’ lunga l’Italia?
mi avvicino al nord. quello che vota lega. la barriera di milano sud quando arriva? eppure sto a 140, in queste carreggiate da quattro corsie. decido di andare avanti fino alla barriera di milano.
ore 15.30.
area di servizio san qualcosa, dopo la barriera di milano. benvenuti in padania. un vecchio squadra la mia mini targata roma. mi distraggo un secondo e trovo un mozzicone affianco. mi guarda. e ne gli occhi pure. macheccazzovuoi? ha le chiavi in mano e ci gioca. faccio il giro della macchina: integra.
chairamente non sono a casa mia e intelligentemente sposto la macchina. fanculo.
ore 16.
riparto, rotta varese-como-chiasso-lugano. vado piano, la tangenziale di milano e’ trafficata. e non so la strada.
ore 17.
ci siamo, sono quasi in svizzera.
ore 17.18.
dogana. non ricordo una dogana in vita mia. quando ero bambino viaggiavamo sempre in treno (i miei lavoravano nelle ferrovie. qui italia, li svizzera. quando esci dal tunnel del gottardo senti proprio che sei in un altro paese. le montagne che vedevi da milano ora ti stanno di fronte.
qui italia, li svizzera.
pensavo mi perquisissero la macchina. invece niente. una gnocchissima poliziotta svizzera. reclama 30 euro. mi da il bollino per il passaggio in svizzera e una moneta da 5 franchi svizzeri, ovvero 3 euro. mi dirigo verso lugano nord. li vicino dormiro’ in un convento di clarisse di clausura.
a trovallo!!!
seguo le istruzioni e arrivo fino alla montagna suddetta. si vede tutta lugano. persino il ponte sul lago che ho appena attraversato. l’areoporto nella valle. i monti. e’ proprio come in Heidi!
mi inerpico sui tornanti. appena arrivato mi sono fermato a un benzinaio.
gli svizzeri sono o gentilissimi o rudi.
alla guida terribili. tutti macchinoni, si incazzano se vai piano sui tornanti che sono strettissimi, due macchine c’entrano appena. e mi perdo, in strade dove c’entra appena una macchina.
chiamo le suore. mi rispiegano la strada. fermo passanti. nessuno conosce questo convento.
giro, su e giu, destra sinistra, chiedo dico faccio.
ore 19.25.
l’ultima richiesta di informazioni a tre ragazzetti mi dice che non conosce il convento. poi gli faccio vedere la foto e mi dicono “ah si”. e’ a 150 metri.
sono in tempo per la cena. nella foresteria (BEL-LIS-SI-MA) c’e’ anche un giovane (come me) sacerdote di milano li per gli esercizi spirituali.
il posto e’ pulitissimo, bagno e’ grandissimo, cena buona. le suore fanno tutto attraverso le grate. la clausura e’ clausura.
ora e’ tardi. rientro nella casetta staccata della foresteria.
fuori e’ buio, sono in macchina col wifi beccato nella valle e inizio un po’ a cagarmi sotto.
domani attraverso svizzera, francia, lussemburgo e arrivero’ infine in belgio.
sono stanchino, ma mi aspettanto 900km, 200 in + di oggi. per strade che non conosco.
prevedo molte pause.
neinte tags per stasera. neanche foto (fatte un sacco). tranne questa… chi lo riconosce?
notte.
Pubblicato da sullarottadellamiavita 

