25 Aprile. Liberazione. Per non dimenticare.
Vi ringrazio se avete visto questo lungo filmato. Perche’ parla del 1945, perche’ parla di oggi.
Stasera sono a pezzi.
E’ ricominciato un sogno. Oggi nello stadio del mio comune, qui a brusangeles.
sono tornato a calcare un campo di calcio.
E che campo di calcio. in erba sintetica, perfetta. tribuna e spalti. tutto parte di un ampio complesso.
ahime’ mi sono beccato il giorno dell’amichevole. e vista la mia ampia fuoriforma e la disorganizzazione della squadra m’e’ toccato andare in porta. alla fine me la sono cavicchiata.
vi confermo che, seppur alto 1.85, fare il portiere e’ tostissimo. difficilissimo.
ma che palle. poi, finita la partita, come tutti gli allenamenti di sempre, mi sono messo a provare i tiri. il primo l’ho mandato teso e deciso sotto il sette.
ed e’ li, dopo 1.30 in cui ho pensato che non tornero’ mai + come ero in mezzo al campo, che ho pensato che e’ bellissimo. e che se mi ci metto di impegno ce la posso fare.
il calcio per me e’ stato tantissimo. non so come sia possibile che ora sono cosi’ lontano. ho smesso a 24 anni quando sono andato a barcelona. a 26 non ancora compiuti mi sono rotto il ginocchio.
operazione di 4 ore, due viti per risestemare il crociato, pulizia del menisco e ricostruzione di parte dell’osso. quell’8 di giugno alle 21.30 a madrid la mia vita ha preso una nuova direzione. un cambio permanente. per fortuna non grave. ma cmq da quel giorno sono differente. anche a livello psicologico. tendo a fare tutto con la gamba sana. il quadricipite femorale fiaccato in quei mesi non si e’ mai ripreso. e forse manco io.
ho molto timore. in tutto. molta attenzione.
me ne dispiaccio. ma la paura e’ paura. e di brutte storie ne ho sentite fin troppe. anche la mia in fonto e’ una di queste. ma sta il fatto che vorrei, fortemente vorrei, tornare a sentire quelle emozioni.
magari un giorno.
ma ora basta sognare.
mi metto a leggere il cacciatore di aquiloni che ho quasi finito.
dolcenotte.


