l’orgoglio del paese vilipeso. a la maison, putain!

Giugno 18, 2008

proprio mentre berlusconi fa l’ennesimo pezzetto di colpo di stato, l’italia si gioca le speranze residue di passare il turno nel campionato europeo. anzi dovremmo dire che berlusconi approfitta della confusione calcistica per realizzare un altro pezzetto di colpo di stato. un colpo di stato morbido.

non potevamo uscire.
io ci ho creduto sempre.
l’importante per me era battere la francia. una volta riconquistato l’onore, anche uscire sarebbe stato accettabile.
placedelux qui a brusangeles, il cuore di europa con il suo parlamento, e’ chiaramente a pannaggio azzurro. molte magliette azzurre, molte olandesi (che effettivamente sono una simpatica tifoseria, sono sportivi e hanno una schiacciasassi di squadra), e poche francesi.
La Grandeur c’est fini’.
Lo sanno pure loro. tuttavia, mentre noi abbiamo convocato tutti gli abili e arruolati, e quanti non se la sentivano (totti, nesta…) sono rimasti a casa, il pirla allenatore francese ha lasciato a casa gente come mexes, flamini, trezeguet. praticamente un uomo utile a reparto.

GO-DO.
il giardino della nostra roccaforte, dove abbiamo visto l’italia perdere e pareggiare, e i miei amici l’hanno vista laurersi campione del mondo, e’ gremito, noi siamo accampati a un metro da terra con schermo e cassa che rimbomba nelle nostre orecchie. ma va bene cosi’.

perche’ alla fine della partita dopo i portoghesi e i turchi, a fare i caroselli siamo noi. e il circo massimo di placedelux e’ un unico tricolore, mentre passo per 3, 4, 5 volte con la macchina e un amico fuori con la bandiera, sotto una selva di bandiere.
e poi c’e’ lei. che stanotte e’ entrata nella storia vedendo tutta la partita seduta nello spazio di fronte alle mie gambe.
una notte cosi’ e’ indimenticabile.

fa strano anche sapere, da madrid, che il ragazzo che fu compartecipe del mio infortunio ha rotto lo stesso ginocchio. che storia strana.
notte.